Weekend a Parigi: itinerario di 2 giorni e ZFE Crit'Air
Weekend a Parigi: itinerario di 2 giorni per quartieri, come muoversi, la ZFE Crit'Air nel 2026 e dove lasciare l'auto senza rovinarsi. Guida verificata.
Un weekend a Parigi si pianifica quasi sempre allo stesso modo: si fa la lista dei monumenti e si spera che entrino tutti. Poi si scopre che dal Louvre a Montmartre ci sono quaranta minuti di metropolitana e che la lista era il problema. Questa guida parte dall’ordine giusto — due giorni divisi per quartieri, non per monumenti — e aggiunge la parte che gli itinerari italiani non trattano mai: cosa succede se ci si arriva in auto, tra vignetta Crit’Air, ZFE e parcheggi.
Weekend a Parigi: cosa entra davvero in due giorni
Parigi si divide in tre blocchi geografici, e in 48 ore se ne coprono due senza correre:
- La Parigi monumentale: Tour Eiffel, Trocadéro, Champs-Élysées, Arco di Trionfo.
- Il centro storico sulla Senna: Louvre, Tuileries, Île de la Cité, Notre-Dame, Quartiere Latino.
- Le colline e i quartieri: Montmartre a nord, Marais e Bastille a est.
La regola che cambia tutto è raggruppare per zona. Fare colazione a Montmartre, pranzare alla Tour Eiffel e cenare nel Marais è tecnicamente possibile e significa passare due ore al giorno sottoterra.
Due prenotazioni da fare prima di partire: la Tour Eiffel (con fascia oraria) e il Louvre, che anche in bassa stagione va a slot.
Giorno 1 — la Parigi monumentale
9:00 · Trocadéro. Si comincia da qui e non dalla torre: è il punto da cui la Tour Eiffel si vede intera, ed è il posto delle foto. Alle nove c’è ancora spazio per farle.
10:00 · Tour Eiffel. Salita prenotata. Fra coda dei controlli, ascensori e permanenza in cima, calcolate un’ora e mezza abbondante.
12:00 · Champ de Mars e École Militaire, poi pranzo nel settimo arrondissement, verso rue Cler, dove si mangia ancora a prezzi umani.
14:30 · Champs-Élysées e Arco di Trionfo. Il viale si percorre in una ventina di minuti; la salita sull’Arco vale più di quella sulla torre per il colpo d’occhio sulle dodici avenue che partono a raggiera.
17:00 · Museo scelto o quartiere. Se vi interessa l’arte, il Musée d’Orsay è il migliore a portata; se preferite camminare, scendete verso Saint-Germain-des-Prés.
20:00 · Senna. Il giro in bateau-mouche al tramonto è turistico e funziona: un’ora, tutta la città dalla parte giusta.
Giorno 2 — Louvre, isola e Montmartre
9:00 · Louvre. Con lo slot prenotato. Due-tre ore sono il minimo realistico; se il museo non è la priorità, saltatelo e usate le Tuileries e la piramide come tappa esterna.
12:00 · Tuileries, Place de la Concorde, Palais Royal. Tutto a piedi, tutto in mezzo chilometro.
13:00 · Pranzo nel primo o nel secondo arrondissement, e se avete tempo un passaggio in una delle passages couverts, le gallerie ottocentesche coperte: Galerie Vivienne è la più bella e quasi nessuno la mette negli itinerari.
15:00 · Île de la Cité. Notre-Dame, la Sainte-Chapelle (che con la luce del pomeriggio è lo spettacolo vero) e il Pont Neuf.
17:00 · Quartiere Latino o Marais, a seconda della direzione in cui volete finire la giornata.
19:00 · Montmartre. Sacré-Cœur al tramonto, Place du Tertre, e la discesa per rue Lepic. È la salita più ripida della giornata: prendete il funicolare se le gambe hanno già fatto ventimila passi.
Come muoversi a Parigi
La metropolitana è il mezzo più veloce e più conveniente: 16 linee e oltre 300 stazioni coprono praticamente ogni punto dell’itinerario. Per un weekend il biglietto giornaliero o il carnet digitale sull’app ufficiale sono la scelta ovvia; i biglietti cartacei sono in via di eliminazione.
Due cose che gli italiani sottovalutano:
- Le distanze a piedi sono maggiori di quanto sembra sulla mappa. Parigi è grande: dal Louvre a Montmartre ci sono circa 4 km.
- La RER è un’altra rete, più veloce ma con meno fermate, ed è quella che serve per l’aeroporto e per Versailles. Non confondetela con la metro nel pianificare i tempi.
Parigi a ottobre, novembre o dicembre
Per un weekend, la stagione decide soprattutto code e prezzi.
- Parigi a ottobre: il mese migliore dell’autunno per clima e luce, con i parchi che cambiano colore. Affluenza ancora sostenuta.
- Parigi a novembre: il più tranquillo e il più economico. Grigio e piovoso, ma senza file, ed è quando la città si vede meglio da dentro i musei e i caffè.
- Parigi a dicembre: due mesi in uno. Fino al 20 circa, luci sui grandi boulevard, mercatini e prezzi ancora ragionevoli; da Natale a Capodanno tornano folla e tariffe alte.
La ZFE e la vignetta Crit’Air: cosa vale nel 2026
Qui c’è la parte che riguarda chi arriva in auto dall’Italia, ed è cambiata di recente.
Parigi fa parte della ZFE del Grand Paris, la zona a basse emissioni che copre la città e 77 comuni all’interno dell’autostrada A86. Il funzionamento si basa sulla vignetta Crit’Air, un adesivo che classifica il veicolo in base alle emissioni.
Lo stato reale delle cose nel 2026:
- Il divieto riguarda Crit’Air 4, Crit’Air 5 e non classificati, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20. Il divieto per i Crit’Air 3 è stato sospeso.
- Non ci sono multe. La Métropole du Grand Paris e il Comune di Parigi hanno confermato il 22 dicembre 2025 che nel 2026 non si sanziona: la fase “pedagogica” è stata prorogata di un altro anno e non sono previste multe prima del 1° gennaio 2027.
- La vignetta serve comunque. Dal 1° febbraio 2017 i veicoli stranieri devono esporla per circolare nelle ZFE francesi. Si ordina sul sito ufficiale del ministero, arriva per posta e va richiesta con settimane di anticipo: non si compra al confine né all’arrivo.
Tradotto: nel 2026 il rischio economico immediato a Parigi è basso, ma la regola formale esiste, altre città francesi (Lione, Grenoble) sanzionano davvero, e la moratoria parigina è una decisione annuale che può non essere rinnovata. Se scendete con l’auto in Francia, la vignetta si prende comunque.
Ufficiale Richiesta della vignetta Crit'Air (Ministero francese)Se il viaggio prevede autostrada, ricordate che in Francia si paga a chilometraggio con il sistema del ticket all’ingresso: i dettagli sono nella guida ai pedaggi in Francia.
Dove lasciare l’auto
Se arrivate motorizzati, il ragionamento è sempre lo stesso: l’auto si lascia fuori e si entra con i mezzi.
- I parcheggi di interscambio (parkings relais, indicati come «P+R») sono alle fermate esterne di metro e RER, costano una frazione dei garage centrali e stanno fuori dal centro congestionato.
- In centro il parcheggio di superficie è a pagamento in quasi tutta la città, con tariffe che salgono nei primi arrondissement e un sistema a fasce che penalizza le soste lunghe.
- I garage sotterranei sono l’opzione comoda e cara: per un weekend intero la cifra è paragonabile a una notte d’albergo.
L’errore classico è prenotare un hotel in centro contando di parcheggiare sotto: si può fare, ma va messo a budget prima, non scoperto all’arrivo.
Il périphérique delimita Parigi intramuros: dentro, l'auto è quasi sempre un costo netto.
Quando l’auto serve davvero
Il momento in cui il noleggio smette di essere uno spreco è quando il weekend si allunga:
- Versailles — 20 km, circa 45 minuti con traffico. Raggiungibile anche in RER, ma in auto si incastra meglio con altre tappe.
- Giverny — 75 km, un’ora e un quarto. La casa e le ninfee di Monet; la stagione di apertura finisce a inizio novembre, quindi verificate prima.
- Fontainebleau — 60 km, un’ora. Castello e foresta, molto meno affollato di Versailles.
- Valle della Loira — dai 170 km in su, due ore per Blois. È il punto in cui l’auto diventa indispensabile e non opzionale.
La strategia migliore per un weekend lungo è la stessa che vale a Roma o ad Amsterdam: giorni urbani senza auto, noleggio dal giorno in cui si esce dalla città. Se poi il viaggio si allarga in un itinerario più ampio, il ragionamento sui percorsi europei lo trovate nella nostra selezione dei migliori road trip in Europa.
Potete confrontare i prezzi del noleggio auto a Parigi per le vostre date prima di decidere. Prima di firmare, due voci da guardare con attenzione: quanto vale la franchigia — in città stretta e traffico fitto i graffi sono la norma — e quanto blocca l’agenzia come deposito sulla carta.
Un weekend a Parigi riesce se si accettano due rinunce fatte apposta: uno dei tre blocchi della città, e l’auto dentro il périphérique. Sono le due decisioni che si prendono male sul posto e bene prima di partire.
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