I borghi più belli di Maiorca da visitare in auto: percorso Serra de Tramuntana
I borghi più belli di Maiorca raggiungibili solo in auto: percorso lungo la Ma-10 nella Serra de Tramuntana UNESCO, da Deià a Pollença passando per Sa Calobra.
C’è una Maiorca che non si trova nelle brochure degli hotel del mare. È nascosta tra i tornanti della Serra de Tramuntana, aggrappata alle pendici di montagne che cadono a picco sul Mediterraneo. Per raggiungerla non bastano i mezzi pubblici né una bicicletta: serve un’auto, un po’ di coraggio sulle curve e la curiosità di fermarsi dove il navigatore non dice nulla di speciale.
Il percorso che vogliamo raccontarti segue la Ma-10, la strada panoramica che attraversa il cuore del massiccio dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2011. Da Andratx a Pollença, meno di 90 chilometri che possono diventare un’intera giornata — o due, se ti lasci tentare dagli angoli di ombra, dai mercatini e dalle trattorie senza insegna.
Deià: il villaggio sul promontorio
La prima tappa obbligata è Deià, un pugno di case color miele arroccate su uno sperone di roccia a 400 metri sul mare. Il poeta e romanziere Robert Graves vi arrivò negli anni Trenta e non ripartì più. La sua casa, Can Alluny, è oggi un piccolo museo che racconta la vita bohémien che questa frazione ha attirato per decenni: scrittori, pittori, musicisti fuggiti dal rumore del mondo.
Il villaggio ha una piazza, una chiesa, un cimitero con vista sull’uliveto e il mare sullo sfondo. Puoi parcheggiare appena fuori dal centro storico e percorrere a piedi le stradine acciottolate. In bassa stagione regna un silenzio quasi irreale.
Distanza da Palma: circa 30 km, 45 minuti lungo la Ma-10.
Valldemossa: Chopin tra le celle del monastero
Dieci minuti a nord di Deià, Valldemossa è forse il borgo più visitato dell’isola — e lo capisci subito dalla quantità di auto parcheggiate lungo la strada d’accesso. Ma vale la pena fermarsi lo stesso.
La Cartoixa de Valldemossa, antico monastero certosino, custodisce la cella in cui Frédéric Chopin e George Sand trascorsero l’inverno del 1838-1839. Fu un soggiorno difficile — il clima umido non aiutò la salute del compositore — ma da quella permanenza nacquero i Preludi, tra i lavori più intensi della sua carriera. Il chiostro, il giardino terrazzato e la farmacia conventuale raccontano secoli di vita monastica con una sobrietà che disarma.
Fuori dal monastero, le strade del centro storico sono punteggiate di vasi di geranio sui davanzali: è il simbolo del villaggio, e lo trovi sulle cartoline, sui piatti di ceramica, sulle borse di tela. Comprane uno se vuoi, ma soprattutto guardalo dal vivo.
Banyalbufar: i vigneti impossibili
Proseguendo verso nord-ovest, la Ma-10 si snoda tra curve che aprono a ogni tornante una prospettiva nuova sul mare. Banyalbufar è uno di quei posti che esistono solo perché qualcuno, secoli fa, decise di non arrendersi alla pendenza.
Le sue terrasses — terrazze coltivate a vite costruite dai Mori nell’alto Medioevo — scendono verso il Mediterraneo come gradini di un anfiteatro naturale. Il vitigno locale, la Malvasia de Banyalbufar, quasi scomparso, è stato recuperato da piccoli produttori artigianali. Se hai tempo, fermati a una delle cantine che aprono al pubblico: un bicchiere qui vale più di qualsiasi souvenir.
Sa Calobra: la discesa che non dimentichi
Poco dopo Escorca, un cartello segnala la deviazione per Sa Calobra. La strada che scende verso il mare — la Ma-2141 — è una delle più famose d’Europa per i ciclisti e uno dei tratti più spettacolari per chi guida: 12 chilometri di tornanti serrati, un viadotto che forma un nodo quasi completo su se stesso, pareti di roccia grigia che salgono verticali sopra di te.
Attenzione: i veicoli più lunghi di 6,5 metri non possono percorrerla. Con un’auto normale non ci sono problemi, ma il traffico nelle ore centrali della giornata in estate può trasformare la discesa in una coda interminabile. Partire presto — prima delle 9 — è la strategia giusta.
In fondo alla strada trovi una piccola baia con acque turchesi e il Torrent de Pareis, una gola rocciosa che puoi risalire a piedi. Il posto è bellissimo. È anche molto affollato d’estate: la primavera e settembre restituiscono qualcosa di più vicino all’autenticità.
Pollença: il mercato, le scale, la calma
L’ultima tappa del percorso è Pollença, una cittadina nell’entroterra del nord che vive di un ritmo tutto suo. Il lunedì mattina il mercato settimanale occupa la piazza principale con bancarelle di frutta, formaggi, artigianato e abbigliamento — un appuntamento che i residenti prendono sul serio.
La scalinata del Calvari — 365 gradini fiancheggiati da cipressi — sale fino a una cappella con vista sul piano e sulle montagne. Non è faticosa come sembra, e in cima l’aria è fresca anche d’estate.
Pollença ha bar, ristoranti, qualche negozio di antiquariato. È il posto giusto per concludere il percorso con calma, prima di rientrare a Palma o raggiungere il porto di Alcúdia.
Quando andare e cosa portare
La stagione migliore per questo percorso è primavera (aprile-maggio) e autunno (settembre-ottobre). In estate la Ma-10 è percorribile ma il caldo e i flussi turistici rendono tutto più faticoso: i parcheggi si saturano, Sa Calobra diventa caotica, i borghi perdono parte del loro fascino discreto.
Cosa portare: scarpe comode per i tratti a piedi, acqua (le fontane nei villaggi non sempre funzionano), spiccioli per i parcheggi a pagamento, e un adattatore per la presa europea se viaggi con dispositivi che richiedono carica.
FAQ
Quanto tempo serve per fare il percorso completo? Con soste a Deià, Valldemossa, Banyalbufar, Sa Calobra e Pollença, calcola almeno una giornata intera. Se vuoi fermarti a pranzare e visitare l’interno del monastero di Valldemossa, meglio distribuire il percorso su due giorni con pernotto a Deià o Pollença.
Si può fare il percorso con un camper? No per la deviazione di Sa Calobra, vietata ai veicoli sopra 6,5 metri. Il resto della Ma-10 è percorribile, ma i parcheggi nei borghi storici sono spesso stretti: un’auto compatta è la scelta più pratica.
È necessaria l’auto o ci sono alternative? Alcune tratte sono servite da autobus (linea 210 da Palma a Pollença), ma le fermate non coincidono con i punti panoramici e i villaggi minori. Sa Calobra non è raggiungibile in autobus. L’auto rimane l’unico mezzo che offre flessibilità reale su questo percorso.
Quale categoria di auto è consigliata? Un’utilitaria o una berlina compatta sono più che sufficienti. Le strade sono asfaltate ma strette: evita SUV di grandi dimensioni se non sei abituato a guidare su strade di montagna.
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